Benefici fiscali
Tra i tanti sconti che il nostro Fisco
consente, in occasione della presentazione annuale della dichiarazione dei
redditi - sia tramite 730 (lavoratori dipendenti), sia con Unico (autonomi) -
c'è quello per chi, nel corso dell'anno precedente, ha effettuato donazioni a
scopo benefico. Sono valide, in particolare, tutte le donazioni fatte alle
organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) ed alle iniziative
"umanitarie, religiose o laiche" intraprese da determinati soggetti, quali
fondazioni, associazioni, comitati ed enti, purché riconosciuti ufficialmente e
presenti in uno dei paesi dell'Ocse.
Sono deducibili nel limite del 10 per cento del reddito e comunque fino a 70 mila euro, quelli effettuati a favore di onlus come la Cosep.
È possibile detrarre dall'Irpef il 19 per cento delle erogazioni liberali effettuate a favore di onlus, per un importo fino a 2.065,83 euro e associazioni di promozione sociale, fino a 2.065,83 euro.
Per ottenere la deduzione è obbligatorio
conservare la ricevuta del versamento. Contributi in contanti non sono validi ai
fini della detrazione fiscale.
Che differenza c'è tra deduzioni e
detrazioni?
La
deduzione fiscale è un'agevolazione che opera sul reddito imponibile anziché
(come per le detrazioni) sull'imposta.
Che cosa significa?
Al momento di calcolare il reddito "imponibile" (quello su
cui vengono applicate le aliquote percentuali delle imposte sui redditi) vengono
"dedotte" le somme che costituiscono una deduzione. Queste somme possono essere
previste dal fisco (deduzioni per carichi familiari, per categorie di lavoro) o
possono essere applicate dal contribuente, qualora si tratti di spese sostenute
per cui il fisco conceda questo tipo di agevolazione (spese "deducibili").
Concretamente: se il mio reddito lordo
prima di applicare le deduzioni è di 20.000 euro, sottraendo deduzioni per un
ammontare di 3.000 euro si ha un reddito imponibile (su cui viene calcolata
l'imposta) di 17.000 euro.
Qual è
il vantaggio finale per il contribuente?
Sulle somme che costituiscono deduzione, non si paga
un'imposta pari all'aliquota marginale dell'imposta sul reddito cui è soggetto
il contribuente. Se tale aliquota è del 27%, nell'esempio fatto non si paga il
27% di 3.000 euro (cioè 810 euro).
La detrazione fiscale è un'agevolazione che opera
sull'imposta anziché (come per le deduzioni) sul reddito imponibile.
Che cosa significa?
Dopo che sul reddito imponibile (quello su cui vengono
applicate le aliquote percentuali delle imposte sui redditi) è stata calcolata
l'imposta, da questa somma vengono "detratte" le somme che costituiscono una
detrazione. Queste somme possono essere previste dal fisco (detrazioni per
carichi familiari, per categorie di lavoro) o possono essere applicate dal
contribuente, qualora si tratti di spese sostenute per cui il fisco conceda
questo tipo di agevolazione (spese "detraibili").
Concretamente: dopo che ai singoli
scaglioni del mio reddito imponibile ho applicato le diverse aliquote,
dall'imposta che risulta da pagare dovrò sottrarre l'importo delle detrazioni,
importo che costituisce il vantaggio finale effettivo per il contribuente.
L'importo delle detrazioni è fisso per quelle previste dal
fisco; nel caso delle spese agevolate, invece, la detrazione di solito è
concessa per una percentuale sulle spese stesse: per una spesa (ad esempio
medica) sostenuta pari a 1.000 euro, se la percentuale prevista è del 19%, la
detrazione effettiva risulterà pari a 190 euro.